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  rumoridigente [ voci di strada, rumori di gente... ]
         

 
blog iniziato il 31 gennaio 2007
(contatore ShinyStat dal 22/2/07)


Marino Marini

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Sono uno qualunque
che ascolta i rumori
e a volte sente le voci.
Non ho obiettivi
particolarmente importanti e
non pensarci rende più gradevole
la sorpresa di averli raggiunti.
Benvenute/i
in questo non luogo...

(give peace a chance)

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CHE RUMORI? QUALI VOCI?

Diario
:
è la rubrica di base del blog...
pensieri più o meno liberi
e non classificati.

Storie:
racconti e ricordi di storie
mie o di altri illustri sconosciuti.

Il Bancone:
cronache dal
ventre di una Biblioteca.

Musicanti:
note di note e
di noti e meno noti.

Emigrazione:
tracce di emigranti.

Giochi o società:
appunti di attualità
o di attuale quotidianità.

Amenità:
per sorridere.

RACCONTO:
scriviamo insieme
LA storia.

DISEGNINI:
scarabocchi di un
talento sprecato.

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CONSIGLI PER LA LETTURA:



 

per info più dettagliate visitate il sito:

http://www.viadelcampo.com/

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HO ASCOLTATO DI RECENTE :

UN PO' DI TUTTO E UN PO' DI NIENTE...

###########################

(SONO ANCHE SU MYSPACE 
)

###########################

  

DISCLAIMER:

alcune delle immagini contenute in questo blog sono immagini già pubblicate in internet di cui non ho trovato riferimenti a copyright o di proprietà esclusiva. Se dovessi inavvertitamente pubblicare materiale protetto da copyright non esitate a contattarmi che provvederò immediatamente a rimuoverlo. Inoltre dichiaro di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post e che eventuali commenti dei lettori, considerati lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi alla mia persona, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

Questo blog è contro ogni forma di pedofilia e di razzismo.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Se volete citare i miei post, fatelo pure ma per correttezza e per rispetto al seppure minimo sforzo creativo che c’ho messo, vi chiedo di riportare o il nome dell'autore (che sarei io) o l'indirizzo e il link del blog.



 

 


 


14 gennaio 2014

Letto&Detto il biblioblog

Ehilà! Ne è passato di tempo eh?
Già… e non va bene! Ogni tanto ci penso, magari rincorro un’idea ma distratto da altro, perdo il fiato e finisce che non scrivo nulla. Non è pigrizia, è proprio stanchezza e purtroppo è stanchezza mentale più che fisica. Il lavoro, mille piccoli e grandi pensieri quotidiani che corrono veloci e non si fanno acchiappare.

E allora? Beh, allora vediamo… potrei parlarvi del blog che curo per la Biblioteca in cui lavoro.

Si chiama LettoeDetto e ormai ha superato l’anno e mezzo di vita. L’idea mi è stata suggerita dalla collega Esther Surinach del Dipartimento delle biblioteche di Girona (Catalogna) che gestisce da tempo un blog di interviste agli autori che presentano i loro libri nelle biblioteche. Il blog catalano si chiama “7 de saber” (sete di sapere ma anche sette come le domande rivolte agli intervistati).

La nostra versione è una raccolta di interviste a personaggi della cultura più in generale (scrittori, giornalisti, bibliotecari, bloggers, disegnatori, attori, musicisti e artisti vari). Le domande dell’intervista sono dieci e sono uguali per tutti. Un breve cappello sulle attività degli intervistati e poi domande sul loro rapporto con la biblioteca, la lettura, i libri.

Partito in sordina, col tempo sono riuscito a raggiungere molti personaggi del panorama culturale italiano che hanno risposto generosamente e con entusiasmo all’intervista. Giusto per fare qualche nome ci sono Moni Ovadia, Natalino Balasso, Marco Paolini, Enrico Bertolino, Gianluigi Nuzzi, David Riondino, Giulia Blasi, Cinzia Poli, Claudio Sabelli Fioretti, Stefano Bollani, Lino Patruno, Erri De Luca, Michela Marzano solo per citare alcuni tra i più conosciuti, ma ad oggi sono più di novanta (vedi l’elenco completo qui ).

Letto&Detto è stato presentato durante il Forum del Libro che si è tenuto a Vicenza nell’ottobre 2012 e l’anno scorso al SugarPulp Festival di Padova, suscitando sempre grande interesse e apprezzamento.

Dal maggio 2012 a gennaio 2013 ha registrato oltre 31.000 contatti per un totale complessivo di oltre 100.000 visualizzazioni delle diverse pagine e sezioni di cui è composto, il che per un blog che parla di libri e di biblioteche non è affatto male come risultato.

Insomma una bella soddisfazione che spero, se non l’avete già scoperto e letto, vi piacerà.


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7 maggio 2008

RECENSIONI DIVAGANTI

 

Lavorare in una biblioteca non significa per forza essere degli esperti di letteratura, sorta di bibliografia ambulante che conosce tutta la produzione letteraria mondiale. Eppure c’è chi è convinto che debba essere così e capita tutti i giorni che qualcuno si scandalizzi perché gli rispondo che un certo titolo o un certo autore non lo conosco. Ma in fondo è giusto così, dopotutto in un negozio di biancheria intima ci si aspetta che la commessa o il commesso conoscano le misure delle coppe dei reggiseni.

Ho pensato più volte di iniziare una sorta di rubrica dedicata ai libri e ogni volta ho rinviato perché non riuscivo a trovare una modalità che non risultasse spocchiosa o noiosa. M’è venuto in mente che per iniziare avrei potuto dedicarmi a titoli o autori popolari, cioè universalmente conosciuti e quindi facilmente riconoscibili. Poi ho pensato che avrei potuto provare a descrivere le opere in modo divertente e divertito.

Io ci provo, se poi viene bene magari ne scrivo altri.

Pinocchio (Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino) – di Carlo Collodi all’anagrafe Carlo Lorenzetti (Firenze 1826/1890)

Voglio iniziare con una favola, la più conosciuta forse, per lo meno nel mondo occidentale. Si tratta della celeberrima storia del burattino Pinocchio.

Qualcuno potrebbe chiedersi come mai ho deciso di iniziare con una favola invece di scegliere un titolo più “alto” che avrebbe sortito un effetto intellettualmente più attraente. E allora? Le favole non sono forse scritte nei libri? Anche le fiabe sono libri da leggere e da farsi leggere, seppure alcuni non le reggano proprio! Un mio conoscente, per esempio, non le ha mai sopportate. Dice che quando sua madre gliele raccontava non riusciva a chiudere occhio per l’angoscia che gli mettevano addosso. Continuava a vedere bambine sbranate da lupi mannari, bambini abbandonati nel bosco, fanciulli paffuti bolliti da streghe malefiche o impiccati, come Pinocchio, agli alberi. Ad un certo punto è andato in analisi e gli dissero che le bambine sbranate rappresentavano le sue pulsione erotiche represse, i bimbi nel pentolone il desiderio di ritornare nel grembo materno e Pinocchio appeso all’albero era il simbolo di un cattivo rapporto con il suo sesso. Probabilmente chi gliele raccontava calcava un po’ la mano sulle corde più drammatiche dei racconti e il resto lo faceva l’autosuggestione. E’ per stemperare questi turbamenti che le favole si concludono sempre con una morale, una soluzione che ammonisce e mette tutti d’accordo predisponendo gli animi ad avere fiducia e speranza nel futuro. “Vissero tutti felici e contenti” è ciò che tutti vorrebbero poter dire di se stessi. Le favole sono parabole che raccontano la realtà attraverso metafore, paradossi, ironia e a volte satira. Pinocchio senza dubbio risente dell’influenza di una certa letteratura ottocentesca infarcita di situazioni drammatiche, tristi, a volte persino crudeli (vedi p.es. Dickens o il verismo di Verga), ma si giova di quella leggerezza tipicamente mediterranea che stempera nel fatalismo anche gli orrori apparentemente più spaventosi.

Carlo Lorenzini, in arte Collodi dal nome della città natale della madre, nasce a Firenze nel 1826. Nel 1880 il Giornale dei Bambini pubblica la storia di Pinocchio e tre anni più tardi, nel 1883, viene data alle stampe nella sua prima edizione rilegata. Innanzitutto voglio evidenziare una strana imprecisione che si trova già nel titolo originale dell’opera e poi si ripete nel racconto. Collodi definisce Pinocchio un burattino quando in realtà è una marionetta con il corpo di legno e articolazioni mobili, seppure senza fili. Curiosamente questo errore sembra aver attraversato indenne l’inconscio di milioni di lettori e Edoardo Bennato nel 1977 ne ha persino tratto un concept album intitolato proprio “Burattino senza fili”. Cos’altro può essere un burattino se non senza fili?

La storia la conosciamo tutti: un vecchio falegname, presumibilmente vedovo, costruisce un “burattino” lavorando un vecchio ciocco di legno e ci si affeziona come fosse un figlio. Il burattino magicamente prende vita e gliene combina di tutti i colori attraverso un percorso narrativo che lo coinvolge in mirabolanti e spesso drammatiche avventure durante le quali incontra personaggi diabolicamente astuti che lo inducono continuamente in tentazione o cercano di fargli smarrire la via verso la salvezza finale. Per sua fortuna il quasi bimbo è assiduamente e amorevolmente assistito da due personaggi fondamentali per la soluzione dell’intreccio: il Grillo Parlante, saggia voce della coscienza e la Fata Turchina, una signora attempata ma celestialmente affascinante che appare e scompare in continuazione, una volta per punire, un’altra per premiare e redarguire lo scapestrato burattino.

E’ facile, e mi verrebbe da sorvolare sul dato, riconoscere in questo quadretto di personaggi e di situazioni, un’altra storia assai conosciuta che non cito per lasciare a chi legge il piacere della scoperta. Ricordo solo che abbiamo un bambino, un falegname, una signora vestita di azzurro con capacità miracolose, un’entità che parla alla coscienza e uno stuolo di personaggi equivoci. Il bambino è turbolento, diverso da tutti gli altri e tutto il racconto descrive chiaramente un percorso verso la redenzione, la salvezza. Addirittura, dopo una faccenda di denari e di tradimento, il protagoniosta viene impiccato e in qualche modo risorge. Si imbatte in uno stuolo di terrificanti figuri che fanno di tutti per traviarlo attentando alla sua purezza e approfittando della sua ingenuità. E ogni volta viene magicamente salvato e riportato sulla retta via. Se la cava sempre assorbendo ad ogni esperienza più consapevolezza, più saggezza e maturità, fino all’apoteosi della trasformazione (trasfigurazione?) quando da pezzo di legno senza cuore né cervello, diventa un bambino vero in carne, ossa e moccoli.

Ma vediamoli uno ad uno i personaggi principali di questa storia.
In ordine rigorosamente sparso:

Mastro Geppetto – vecchio falegname afflitto da depressione e allucinazioni.

Mastro Ciliegia – vecchio falegname, amico di Geppetto, afflitto da aerofagia.

Pinocchio – burattino (marionetta) di legno di pino che misteriosamente parla e si muove.

Il Grillo Parlante – insetto fastidioso e petulante che si dà arie da Voce della Coscienza di Pinocchio.

La Fata Turchina – piccina piccina, originaria di Istanbul? O della Palestina?

Il Gatto – birbante, poco sveglio e guercio, compare ladrone della Volpe.

La Volpe – furba e malandrina, compare (o comare?) del Gatto.

Mangiafuoco – capo della Compagnia delle Marionette, il fuoco non lo mangia ma in compenso pare che mangiasse i bambini.

Due Carabinieri – uno per ascella.

I Dotti, i Medici e i Sapienti – come quelli di oggi non sanno fare altro che prendere atto delle disgrazie altrui, rammaricandosi per l’accaduto.

Le Monete d’Oro – quante erano? Tre? Trenta?

Lucignolo – classico esempio di “cattiva compagnia” che tutti i bambini vorrebbero frequentare.

L’Omino del Paese dei Balocchi – più largo che lungo, viscido rapitore di bambini ignoranti, prodromo dello sconosciuto che offre le caramelle.

La Balena – cetaceo ghiotto di rifiuti tossici ma allergico al fumo (in origine era un pescecane, ma i pescicani non risputano tanto facilmente quello che addentano!).

Il Tonno – insuperabile altruista che porta in salvo Pinocchio e Geppetto i quali, per riconoscenza, non se lo mangiano.

Il Bambino – è il risultato dell’incantesimo finale della Fata Turchina che trasforma il burattino di legno in un bambino bravo, bello e buono, come dovrebbero essere tutti i bambini, traumi permettendo.

La morale qual’è? Forse che la ribellione non paga? Forse che quando si sprofonda nel baratro della perdizione si può finalmente ricominciare a salire alla luce? Collodi ci raccomanda di essere buoni e onesti, sennò poi ci cresce il naso e ci appendono al primo albero e agli ignoranti crescono delle pelose orecchie da asino anche se in fondo la chirurgia estetica fa più miracoli della Fata Turchina. Bisogna insegnare ai bambini che la vita non è fatta di solo divertimento e infatti i Luna Park sono pieni di bambini che lavorano.

Un racconto pedagogico, forse un'allegoria della società di allora, uno sguardo impietoso sui contrasti tra rispettabilità e libero istinto, in un periodo (fine Ottocento) di grande severità nell'attenzione al formale.

Forse semplicemente una favola che costringe a crescere. Per fortuna poco più di vent’anni più tardi arrivò dall’Inghilterra un altro ragazzino, tutto vestito di verde, con uno strano berretto che a caccia della propria ombra, riconsegnò ai bambini il sacrosanto diritto alla tragressione e all’utopia.




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3 marzo 2008

JAZZ IN BIBLIOTECA

locandina itinerari jazz

Con un certo (colpevole) ritardo informo gli eventuali interessati di un’iniziativa della Biblioteca di Spinea (VE) che è la prosecuzione di un progetto iniziato l’anno scorso in collaborazione con l’Assciazione Circolo 1554 che organizza le rassegne musicali Ubi Jazz e Terramossa.

Nel mese di giugno del 2007 è stato inaugurato il Centro di Documentazione Musica Jazz presso la Biblioteca che raccoglie e rende disponibile materiale audio, video e librario e offre agli utenti una postazione di ascolto.

Il 19 febbraio scorso è partito il progetto “Itinerari del Jazz” che coinvolge direttamente la Biblioteca ed alcuni locali nella proposta di concerti, incontri con gli autori, mostre e animazioni sull’argomento. Il programma completo si trova all’indirizzo della Biblioteca, ma in particolare, volevo ricordare gli appuntamenti con le presentazioni di tre tesi di laurea e l’evento “Rompere il silenzio: spazi sonori in Biblioteca” che si svolgeranno secondo questo calendario:

Giovedì 6 marzo
Ore 20.30 - Biblioteca Comunale - Spinea
Donne in jazz
Annunziata Kiki Dellisanti presenta la tesi:
"Il tamburo era femmina. Indagine storica sull'uso delle percussioni in una prospettiva di genere"

Sabato 8 marzo
ore 18,00 - Oratorio di Villa Simion (Biblioteca Comunale)
Inaugurazione della mostra fotografica "BATTITI"
foto di musicisti, da Archie Sheep a Vinicio Capossela.
di Diego Landi

Venerdì 14 marzo
Ore 20.30 - Biblioteca Comunale - Spinea
Scatti di note
Ilaria Rosso presenta la tesi:
"Diego Landi. Fotografie al Vapore, Marghera, 1986-2005"
Sarà presente l'autore Diego Landi.

Sabato 15 marzo
Ore 20.30 - Biblioteca Comunale - Spinea
Sax d'improvviso
Paolo De Col presenta la tesi, con proiezione video:
"Il jazz di Maurizio Caldura"
Saranno presenti: Marcello Tonolo, Claudio Donà e Tiziana Ghiglioni.

Domenica 16 marzo
Rompere il silenzio: spazi sonori in biblioteca
Ore 16.00 - Sala Caminetto
XX.9.12 Archivio vinile, progetto in progress su/con vinili d'artista. XX.9.12 FABRIKArte

A seguire
"Vinyle Performance"
Adolfina De Stefani

Ore 16.30 - Sezione ragazzi
Musica X Gioco
Alla scoperta della musica con i maestri della Thelonious Monk

Ore 17.00 - Mansarda
Musica sottotetto
Gli allievi di Musica d'insieme rompono il silenzio

Ore 17.30 - Punto d'Ascolto
DJ set

Ore 18.00 - Sala Caminetto
S
ussurri in caminetto
Il filosofo Romano Gasparotti legge citazioni di classici del mito e della filosofia e brani tratti dal suo libro "Filosofia dell'eros".
Al sax lo accompagnano Mauro Bordignon e Nicola Fazzini.

Ore 18.30 - Oratorio Villa Simion
Battiti
Diego Landi presenta la sua mostra fotografica
Apertura mostra da venerdì 7 a lunedì 17 marzo
Orario dalle 16,00 alle 19,00

Ore 19.00 - Emeroteca
M
usica Pianoterra
Suonano gli allievi della Seconda sezione di Musica d'insieme






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26 gennaio 2008

PER RICORDARE

 

Siamo a gennaio e come ogni anno in questo periodo si stanno proponendo tante iniziative per celebrare il Giorno della Memoria dedicato a tutti coloro i quali hanno lasciato la vita nei campi di concentramento nazisti o che ne sono scampati ma che di quell’orrore portano ancora i segni. Nel nostro piccolo, anche noi abbiamo predisposto un programma di appuntamenti tra i quali mi preme ricordare in particolare quello del prossimo 8 febbraio, quando nella nostra “Sala del Caminetto” ospiteremo Ivan Gergolet, un giovane cineasta che ha prodotto un documentario e un cortometraggio sull’argomento. Riporto qui sotto le schede tratte dal suo sito.

Chi fosse interessato può telefonare allo 041994691 (Biblioteca).

Ivan Gergolet
Nasce a Monfalcone nel maggio 1977 e si laurea in cinema al DAMS di Bologna con una tesi sul cinema di Matteo Garrone.
Il suo primo lavoro è un breve documentario dal titolo Migranti (2002), storia di due clandestini rumeni passati dal confine “colabrodo” di Gorizia. Il documentario ha avuto una menzione speciale al Tagliacorto Shortfilm Festival 2003 di Firenze.
Del 2003 è anche il cortometraggio dalla regia collettiva Purple News, racconto di rapine e strozzinaggi che gravitano attorno ad un quotidiano gratuito.
L’anno dopo collabora ad un altro cortometraggio, La Callifora Azzurra, dove cura la fotografia.
Del 2004 partecipa anche il film Grin come operatore e direttore della fotografia.
Nel 2005 è cominciata l’attività di consulenza con alcuni istituti scolastici del goriziano per la realizzazione di cortometraggi.

locandina akropoli
con Helena Jarc (documentario – 48 min.)
Doberdò del lago (Gorizia), 18 Aprile 1944. Helena Jarc ha 22 anni. Il padre viene prelevato dai tedeschi per errore, un caso di omonimia. Viene fucilato in piazza con l'acusa di essere un partigiano e muore tra le braccia della figlia. Per Helena è l'inizio di un'odissea che dalle prigioni fasciste fino ad Auschwitz non avrà mai fine, nemmeno il giorno del ritorno a casa.

locandina quando il fuoco si spegne
con Vilma Braini (cortometraggio – 14 min.)
Una contadina che vive da sola è indaffarata nei suoi lavori quotidiani, mentre una serie di elementi familiari con i quali interagisce cambiano senso al calar della sera e diventano i segni di una lotta ciclica contro il passato che la attanaglia.




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18 gennaio 2008

ciao

Mi si prospetta una mattinata impegnata, nel senso che sarò tanto impegnato da non poter prevedere incursioni blogghiste, quindi solo un saluto veloce e una piccola curiosità: dopo tanti anni di biblioteca, solo oggi scopro che l'anagramma di BIBLIOTECARIO è BEATO COI LIBRI e vale anche al femminile!
Singolare no?

Buona giornata a chiunque sfiorerà questo luogo anche solo con il pensiero. Ciao!




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4 dicembre 2007

GiriDiParole



Avevo già accennato ad ottobre ad un’iniziativa editoriale di cui ero venuto a conoscenza durante un mio breve soggiorno a Roma. Si trattava, e si tratta, di una piccola ma molto interessante collana di racconti di autori classici e di scrittori emergenti in forma di ... cartolina. Sì proprio cartolina, nel senso che il libretto (al modico prezzo di 4 euro) si può spedire per posta proprio come una cartolina o una lettera. La collana si chiama “Giri di Parole – libri da affrancare, storie da liberare” e in qualche modo si ispira al principio del book crossing e cioè di promuovere la lettura attraverso il movimento della parola. La giovane casa editrice è “Il Catamarano” di Roma e se continuerà a sfornare di queste idee mi sa che in breve tempo raccoglierà consensi e gratificazioni importanti.

Li ho contattati per conto della mia biblioteca e tra qualche giorno ci arriverà un espositore con tutti i titoli finora pubblicati che metteremo in vendita ai nostri utenti con il venti per cento di sconto. Un’idea originale e divertente, un simpatico e intelligente regalo da fare e da farsi.




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20 novembre 2007

letture ... raccomandate

 Preso da altre faccende e pensieri, me ne stavo colpevolmente dimenticando!

In biblioteca, all’ingresso, c’è una parete con un espositore sul quale proponiamo agli utenti dei “Percorsi di lettura”, cioè una vetrina di libri collegati ad un tema che cambiamo una paio di volte al mese. In questi giorni l’argomento proposto è: “FUORI REGISTRO episodi di quotidiana vita scolastica” con autori che vanno da Domenico Starnone a Don Milani passando per “Voglia di copiare” di Michael Moore.

Uno spazio è dedicato anche ai blog e tra gli altri citati spicca ovviamente la nostra celeberrima e giustamente celebrata e frequentata prof. MaryAngel / Galatea.




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18 ottobre 2007

Cinema per ragazzi


Un ultimo saluto prima della pausa che da domani mi concederò. Giusto per annunciare che nel sito della mia Biblioteca è stato pubblicato il programma della rassegna “Cinema di Cartone” che finalmente quest’anno, dopo un intervallo di tre anni, sono riuscito a riproporre. E’ un cineforum destinato ai ragazzi che propone ogni anno un breve ciclo di quattro film su un determinato tema. Il motivo dell’interruzione è una storia troppo lunga ma non ultimo è stato un problema di risorse che adesso per fortuna siamo riusciti a recuperare.

Qui sotto mi propongo nella mia versione simpsonizzata. Per farvene una, basta andare nell’apposito sito e seguire le semplici istruzioni.

Ri-ciao!




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22 agosto 2007

consiglio per la lettura

 L’anno scorso la Sellerio Editore di Palermo ha pubblicato una guida che propone gli itinerari dei luoghi in cui si svolgono le inchieste del commissario Montalbano di Andrea Camilleri.

Un dettagliato, esaustivo e divertente atlante dell'universo geografico del famoso commissario: i tragitti, i percorsi delle spedizioni, le borgate e le contrade visitate, le case dei delitti e i locali frequentati da lui e dagli altri personaggi, le spiagge delle nuotate, i panorami che cadono sotto i suoi occhi, il vecchio masso piatto e l'ulivo saraceno. Un modo nuovo e diverso di rivivere le inchieste dell’investigatore più famoso e originale del paese, di entrare nell'atmosfera reale delle sue storie.

“I luoghi di Montalbano – una guida” - Sellerio Editore Palermo – pag. 286, illustrato – euro 14,00.









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8 agosto 2007

Lombroso


Cesare Lombroso, come molti sanno, era un antropologo e criminologo che operò alla fine dell’800 nello studio della criminalità. Un pioniere dell’argomento fortemente influenzato dalla fisiognomica e dalle idee provenienti dal darwinismo sociale, teorie molto diffuse a quei tempi che mettevano in relazione i tratti anti sociali delle persone all’eredità genetica. Questa strampalata teoria oggi fortunatamente si considera del tutto infondata. Purtroppo, soprattutto nella prima metà del ‘900, i princìpi studiati da Lombroso furono fatti propri da movimenti xenofobi che promuovevano certe forme di “razzismo scientifico” e che praticavano l’eugenetica.

Insomma studi che alla fine non hanno portato a molto se non a raccogliere una moltitudine di “tipi” fotografati e catalogati a rappresentare vari livelli di più o meno supposta “malvagità” o potenzialità criminosa.

Sorvolo su certi ceffi che la televisione e i giornali ci fanno vedere ogni giorno in primissimo piano, che sembra di sentire le zaffate di alito appesantito dalle loro vacue chiacchiere. Davvero ci sarebbe un gran da fare per il vecchio Lombroso.

Se non l’eredità dei geni, sono sicuro però che l’aspetto esteriore che abbiamo, oppure comunque l’idea che diamo di noi agli altri, è senz’altro il risultato della vita che conduciamo e delle esperienze che viviamo e abbiamo vissuto. Certi tic nervosi, il modo di muovere le mani, l’igiene personale, la cura o la non cura nel vestire e mille altri dettagli sono lo specchio di come ci poniamo rispetto a chi ci circonda e, dimenticandoci la faccenda assurda della genetica, per quanto riguarda la fisiognomica legata alle condizioni sociali, qualche ragione Lombroso ce l’aveva.

E’ altrettanto vero che il detto “l’apparenza inganna” è oggi più attuale che mai ed è sempre più difficile distinguere un delinquente da un galantuomo: si servono degli stessi fornitori, dalle cravatte alla cocaina!

Comunque in biblioteca c’è un utente all quale, secondo me, Lombroso avrebbe dedicato più di un capitolo. E’ un elemento di genere maschile, di età indefinita (potrebbe avere 18 anni come 45), alto, magro e perennemente sudaticcio, con i capelli unti, brufoli sparsi qua e là e che si muove a scatti, girando la testa di lato facendo seguire il movimento una frazione di secondo dopo gli occhi. Spalle curve sotto il peso di un borsone a tracolla che contiene oggetti misteriosi ma pesantissimi. La mano sinistra trattiene l’esuberanza della borsa, la destra si alza ritmicamente a sistemare gli occhiali che scivolano continuamente sul naso lucido.

E’ obiettivamente uno spettacolo che solo a vederlo inquieta. Ma ripeto sempre che non bisogna giudicare le persone dall’aspetto e allora gli sorrido (ogni volta) e (ogni volta) me ne pento.

La voce corrisponde in pieno al resto della struttura : timbro nasale e con il volume che va e viene come l’autoradio dentro i tunnel. Mentre parla si muove, si gira da un’altra parte e se gli si chiede di ripetere, sbuffa e si spazientisce, ti guarda come fossi un marziano e fa schioccare la lingua sul palato aprendo le labbra in una smorfia di scandalizzato stupore. Non sopporto quelli che fanno schioccare la lingua in quel modo!

Quando finalmente capisco cosa vuole è anche peggio, perché il mostro chiede sempre titoli che non esistono se non nella sua fantasia, oppure, se esistono si trovano solo nella sezione libri antichi della National Library di Washington. Prende una piccola pausa, durante la quale mi fissa con gli occhietti slavati socchiusi a fessura, prima di pronunciare l’impronunciabile autore e titolo che sta cercando. Poi, sibilando, spara!

A quel punto la tensione creatasi è talmente alta che ogni certezza si trasforma in dubbio. La lucidità se ne va a farsi friggere e non si è più sicuri di nulla. Il maniaco lo sa e rincara dichiarando con sufficienza che certi libri non tutti ce l’hanno, che lui da queste parti non li ha mai trovati. E proprio qui lo vieni a cercare? Mi chiedo senza muovere un muscolo della faccia in standby su un sorriso di circostanza dei miei migliori.

E’ ovvio che un utente così quasi mai si riesce a soddisfare perché di fondo non vuole essere soddisfatto, cioè, la sua soddisfazione sta nel confermare che la ricerca proposta non può essere esaudita. E’ una sfida, un duello tra lui e il resto del mondo.

Non sapremo mai il perché e francamente mi importa poco, ma resta il fatto che Lombroso tutti i torti non ce l’aveva.


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