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  rumoridigente [ voci di strada, rumori di gente... ]
         

 
blog iniziato il 31 gennaio 2007
(contatore ShinyStat dal 22/2/07)


Marino Marini

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Sono uno qualunque
che ascolta i rumori
e a volte sente le voci.
Non ho obiettivi
particolarmente importanti e
non pensarci rende più gradevole
la sorpresa di averli raggiunti.
Benvenute/i
in questo non luogo...

(give peace a chance)

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CHE RUMORI? QUALI VOCI?

Diario
:
è la rubrica di base del blog...
pensieri più o meno liberi
e non classificati.

Storie:
racconti e ricordi di storie
mie o di altri illustri sconosciuti.

Il Bancone:
cronache dal
ventre di una Biblioteca.

Musicanti:
note di note e
di noti e meno noti.

Emigrazione:
tracce di emigranti.

Giochi o società:
appunti di attualità
o di attuale quotidianità.

Amenità:
per sorridere.

RACCONTO:
scriviamo insieme
LA storia.

DISEGNINI:
scarabocchi di un
talento sprecato.

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CONSIGLI PER LA LETTURA:



 

per info più dettagliate visitate il sito:

http://www.viadelcampo.com/

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HO ASCOLTATO DI RECENTE :

UN PO' DI TUTTO E UN PO' DI NIENTE...

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(SONO ANCHE SU MYSPACE 
)

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28 gennaio 2015

C'è gelo e gelo.

Quassù nel exflorido nordest l'inverno si sta consumando senza particolari sussulti. Praticamente non ho mai indossato la sciarpa e i guanti li ho infilati solo per andare in bici. Niente scarponi pesanti né berretti di lana. Ha pure piovuto poco e la neve s'è fatta vedere solo per qualche ora. La temperatura è scesa raramente sotto lo zero e perlopiù di notte e quindi nemmeno quel surrogato di neve che è la brina ha granché trasformato il paesaggio imbiancando tetti, prati, ragnatele e automobili.

Che mi ricordi, negli ultimi due mesi, ho dovuto grattare via il ghiaccio dal parabrezza solo un paio di volte e senza particolare fatica. Un ghiaccetto superficiale, un velo di zucchero filato appena indurito.

Posseggo una macchina vecchiotta ma che, quando serve, fa ancora dignitosamente il suo dovere, però la uso poco e non ho un garage, quindi “dorme” fuori. Conosce tutte e quattro le stagioni e sole, vento, pioggia, gelo le fanno un baffo se non si tiene conto della vernice ormai opaca e in alcuni punti screpolata. Poco male, l'importante è che parta quando serve.

Certe mattine d'inverno le macchine che incrocio lungo il tragitto che mi porta al lavoro mi raccontano un sacco di storie.

C'è l'utilitaria ingolfata totalmente ricoperta di ghiaccio ma con i finestrini perfettamente puliti del pensionato che per grattarli con precisione certosina è uscito un'ora prima. L'ha parcheggiata sotto casa con il motore acceso per riscaldarla e ora aspetta la moglie per andare dal dottore a farsi fare le ricette del mese.

C'è quello che invece si è alzato tardi e mica poteva saperlo che avrebbe fatto così freddo. Imbacuccato come un esploratore artico, tra un'imprecazione e l'altra gratta i finestrini alzando un polverone di cristalli ghiacciati che si mescolano con il fumo bianco, denso e puzzolente che esce dalla marmitta.

C'è la signora che mica ha avuto tempo di star lì a togliere quella patina gelata e mi sfreccia accanto sfiorandomi tutta piegata a guardare la strada attraverso i tre centimetri quadrati di parabrezza scongelati dalla ventola. Contemporaneamente riesce a mandare un sms e a mettersi il rossetto.

C'è il papà che deve correre al lavoro ma prima deve portare i bimbi a scuola (più o meno a trecento metri da casa) e 'sta cosa della brina proprio non ci voleva oggi che c'è quella riunione importante. E allora, mentre i pargoli stanno seduti sui sedili posteriori, lui ha acceso il riscaldamento al massimo, lo sbrinatore per il lunotto posteriore, gratta come un forsennato i finestrini, telefona per avvisare che forse arriverà in ritardo, salvo sentirsi rispondere che l'incontro è stato rinviato.

Poi ci sono quelli che la macchina sembra appena uscita dal concessionario. Non solo senza l'ombra di ghiaccio, ma anche talmente pulita e lucida che c'è da sorprendersi che sia già stata immatricolata. Sono quelli che hanno il garage e magari pure riscaldato. Mi ricordano le navi rompighiaccio che senza fatica apparente si fanno strada in un mare di iceberg i quali, reverenti, si spostano scricchiolando al loro passaggio.

Ecco, nemmeno il gelo è uguale per tutti.

O forse siamo semplicemente noi ad essere diversi.


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permalink | inviato da rumoridigente il 28/1/2015 alle 9:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


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